One Piece è un manga politico e nessuno se n’era accorto: cosa si nasconde davvero dietro la storia di Rufy

One Piece non è solo un manga di pirati con frutti magici e combattimenti spettacolari. Sotto la superficie di quella narrazione colorata e avventurosa si nasconde qualcosa di molto più profondo. Eiichiro Oda, il genio creativo dietro una delle opere più longeve e amate della storia del fumetto, ha costruito il suo universo su valori politici e sociali precisi, progressisti, a tratti esplicitamente radicali. E una volta che li vedi, non riesci più a non vederli.

La bandiera di Che Guevara nello studio di Oda: una dichiarazione d’intenti

Partiamo da un fatto concreto: nello studio di Eiichiro Oda campeggia una bandiera di Che Guevara. Non è un rumor del fandom, è documentato. E se conosci anche solo vagamente chi fosse il Che — rivoluzionario argentino diventato simbolo globale della lotta contro le oppressioni del potere — inizi subito a capire dove si vuole arrivare. Non è un dettaglio decorativo. È una dichiarazione d’intenti. Oda usa i suoi personaggi come megafono per comunicare una visione del mondo ben precisa, e quella visione emerge in ogni arco narrativo, in ogni scontro tra i Mugiwara e i potenti di turno.

Il popolo contro il potere corrotto: la struttura politica di One Piece

La struttura narrativa di One Piece è quasi sempre la stessa, e non è un difetto: è un messaggio ripetuto intenzionalmente. Un gruppo di persone si unisce per sfidare un potere corrotto, un governo tirannico, un dittatore locale. Che si tratti del Governo Mondiale, di Crocodile ad Alabasta, di Doflamingo a Dressrosa o di Orochi a Wano, il pattern è sempre lo stesso: chi detiene il potere lo usa per opprimere, e tocca agli ultimi ribellarsi. Oda non lo fa in modo subliminale. Lo fa in modo esplicito, quasi didattico. Il messaggio è diretto: se un governo non serve gli interessi del popolo, quel governo va cambiato. Un concetto che attraversa tutta la storia della filosofia politica progressista, messo in bocca — e nei pugni — ai suoi protagonisti.

Franky, la cola e la critica al consumismo globale

Uno dei dettagli più sottili e brillanti dell’intera serie riguarda Franky, il cyborg dei Mugiwara. Franky funziona a cola — uno dei simboli per eccellenza del capitalismo globale e dell’americanizzazione del mondo. Ma la scena in cui lo scopriamo è rivelatrice: dal suo frigo escono acqua, succhi di frutta, bevande sane. Niente funziona. Solo la cola lo alimenta. Oda non lo presenta come una cosa positiva. È una condanna ironica: la cola, quella roba che fa male, è il carburante delle macchine. Non degli esseri umani. È una critica sottile a un sistema economico che ci ha convinto che ciò che ci nuoce sia indispensabile.

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Ecologia, identità e diritti: One Piece li anticipava tutti

Prima che questi temi diventassero mainstream nel dibattito culturale globale, Oda li stava già inserendo nelle pagine del suo manga. Wano è l’esempio più lampante sul fronte ecologico: l’alleanza tra Orochi e Kaido ha trasformato una terra un tempo fertile e bellissima in un paesaggio industriale avvelenato dalle fabbriche. Una metafora ambientalista di potenza visiva straordinaria. Sul fronte dell’inclusività, personaggi come Emporio Ivankov — comandante dei rivoluzionari con un’identità di genere fluida — e Mr. 2 Bon Clay sono rappresentazioni genuine e rispettose di identità che la cultura pop spesso ignora o ridicolizza. Oda li tratta come eroi, non come macchiette.

I messaggi nascosti di One Piece: critica sociale dentro un manga mainstream

Chiamarla propaganda sarebbe riduttivo. One Piece è letteratura popolare nel senso più nobile del termine: un’opera che parla a milioni di persone usando avventura, emozione e humour per veicolare valori profondi. I temi si intrecciano in modo organico lungo tutta la serie:

  • Critica alla dittatura — Crocodile, Doflamingo, Orochi come rappresentazioni del potere tirannico
  • Critica al consumismo — Franky e la dipendenza dalla cola come metafora capitalista
  • Ecologismo — la devastazione industriale di Wano
  • Inclusività — Ivankov e Bon Clay come personaggi autentici e rispettati

Il bello è che tutto questo funziona anche se non te ne accorgi. Puoi goderti One Piece come un’epica avventura piratesca senza cogliere nemmeno uno di questi livelli di lettura. Ma se li vedi, l’opera diventa qualcosa di completamente diverso: una delle riflessioni politiche e sociali più coraggiose mai inserite in un fumetto mainstream. E la prossima volta che guardi Rufy prendere a pugni un re corrotto, saprai che dietro quel pugno c’è molto più di quanto sembri.

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